ALL’UNIONE IL CALCIO È ANCHE DONNA
Alla scoperta di Cristina Trimarchi
C’è chi sostiene che la presenza sempre più massiccia del “gentil sesso” nel mondo del calcio sia un bene prezioso e faccia crescere l’intero movimento, non si discosta certamene da tutto ciò l’Unione dove infatti le cosidette quote rose sono in costante crescita. Di numero e di qualità. La miglior riprova di quanto appena detto è rappresentata senza ombra di dubbio da Cristina Trimarchi la quale è ormai diventata una colonna del nostro club. Grazie alla sua incredibile passione e competenza, Cristina da ormai un decennio è parte integrante della squadra dirigenziale e da tre stagioni è la responsabile dell’attività di base. “Svolgere questo ruolo –spiega Cristina- è ovviamente motivo di grande soddisfazione, al contempo è un impegno gravoso sotto il profilo del dispendio di energie ma tutto questo non mi pesa assolutamente: ricevo molto di più di quello che do ai nostri magnifici ragazzi e vederli correre spensierati è una soddisfazione incredibile”.
Ci tolga una curiosità, da dove nasce il suo amore per il pallone? “In verità sono sempre stata sui campi da calcio in quanto mio papà Antonino faceva l’arbitro e lo seguivo costantemente: è stato lui a farmi muovere i primi passi”.
Certo che non dovrebbe essere facile fare la moglie, la mamma ed essere a capo delle nostre giovani leve. “Visto che tutti i miei quattro figli giocano qui (Daniel nella juniores, Mattia nei pulcini, Alessio nei primi calci e Filippo nei piccoli amici) e mio marito Stefano è vice allenatore nella juniores, sono agevolata in quanto per un motivo o per l’altro siamo spesso al campo”.
Cristina e la sua famiglia
Una famiglia nel pallone insomma… “Direi di sì. Anche se ci vediamo poco nelle mura domestiche, a mio parere è bellissimo essere uniti pure dalla medesima passione; a casa si vive di pane e calcio, inevitabilmente infatti parliamo quasi sempre di pallone e come se non bastasse siamo pure tutti juventini”.
Proviamo ora a proiettarci per un attimo in ottica futura, quali sono i suoi sogni nel cassetto calcisticamente parlando? “Innanzitutto mi auguro che si possa tornare quanto prima a giocare in sicurezza e con quella spensieratezza che inevitabilmente il Covid ha fatto venire meno; anche se non sarà facile, spero infine che il calcio rosa possa continuare a crescere e che magari, un giorno, ogni società arrivi ad avere una squadra di calcio femminile”.
Ufficio Comunicazione Unione La Rocca Altavilla 24.2.21



